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Val Venosta.
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Il marmo di Lasa
Il marmo di Lasa, la bianca pietra scavata dai monti della Val Venosta, è apprezzato in tutto il mondo, soprattutto per il suo immacolato candore e la sua struttura estremamente omogenea.
Per secoli è stato impiegato in tutta Europa per la realizzazione di pregiatissime strutture architettoniche, come ad esempio quelle a Castel Tirolo, e grandi monumenti storici tra cui la statua di Walther von der Vogelweide a Bolzano e la fontana dedicata a Pallade Atena dinnanzi al palazzo del parlamento di Vienna. E tuttora è usato in tutto il mondo per l’arredo di pregiati ambienti interni e soprattutto per bagni di grande lusso.
Già nel Seicento l’estrazione di questo prezioso “oro bianco” comportava non pochi rischi, visto che i pesanti blocchi perforati a mano, scissi con cunei lignei intrisi d’acqua e squadrati a mano dovevano essere faticosamente trasportati dalle cave d’altura fino al fondovalle. Oggi ci pensano sofisticati attrezzi e macchinari idraulici e pneumatici a tagliare i blocchi, a conferirgli la forma desiderata e convogliarli lungo una cremagliera elettrica a scartamento ridotto fino al grande deposito accanto allo stabilimento che domina il panorama di Lasa e dove vengono trasformati in una successiva serie di fasi lavorative. Una volta invece, i blocchi dovevano essere trascinati a valle su grandi tronchi di larice scolpiti a mo’ di giganteschi pattini.
Oltre ad essere uno dei marmi bianchi più omogenei e lisci, quello di Lasa è anche particolarmente apprezzato da artisti e architetti per la sua grande durezza e l’eccellente resistenza agli agenti atmosferici.
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